Il Clavicembalo |
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Usato per secoli, dalla seconda metà del XV secolo fino a tutto il XVIII, Il clavicembalo è uno «strumento da penna», e come tale fa parte della famiglia degli strumenti a corde, pizzicate attraverso un meccanismo con tastiera. Molte sono le forme che può assumere uno strumento con questo funzionamento, ed innumerevoli i termini usati nelle varie lingue per definirlo. A livello costruttivo si possono individuare più indirizzi: quello italiano e quelli d’oltralpe con ulteriori differenziazioni in fiamminghi, francesi, tedeschi, inglesi. Qualità musicali e proprietà acustiche sono in stretta relazione con le diverse tecniche costruttive, così il cembalo italiano si caratterizza per la struttura leggera, l’attacco netto del suono con estinzione rapida, la ricchezza di armonici superiori; nel fiammingo il suono è scuro, caldo e maestoso e si estingue più lentamente rispetto al cembalo italiano; il clavicembalo di scuola francese si distingue per la leggerezza della tastiera che consente un fraseggio rapido e di grande agilità. |
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I miei strumenti: |
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| Clavicembalo
francese Copia di Alfredo Ryczaj - Desenzano del Garda (BS) 1988 da Pascal Taskin - Paris 1769, della Russell Collection of Early Keyboard Instruments Edinburgh Clavicembalo a due manuali; estensione Fa0-Sol5; tre registri (8’8’4’), liuto. Trasposizione 392/415/440 |
I
Motti nei Clavicembali
Molti clavicembali, virginali, spinette e clavicordi sono stati dipinti con scene allegoriche, pastorali, mitologiche; intarsiati e intagliati, o abbelliti con pietre semipreziose. Gli strumenti musicali così riccamente decorati diventavano essi stessi opere d’arte, segno distintivo del benessere di chi li possedeva. Ne Il libro del cortegiano, Baldassarre Castiglione così parla del Palazzo ducale di Urbino: «una città in forma de palazzo esser pareva», e il duca Federico da Montefeltro «per ornamento v’aggiunse instrumenti musici d’ogni sorte, né quivi cosa alcuna volse, se non rarissima ed eccellente». Tra le varie scuole di costruzione, quella fiamminga decorava gli strumenti in modo simile fra loro: l’esterno veniva dipinto ad imitazione del marmo, l’interno con l’applicazione di carta stampata, e quando la parte interna del coperchio non era decorata con un dipinto, vi veniva riportato un motto in latino. Tali motti appaiono anche negli strumenti riprodotti nelle opere pittoriche dal XVI al XVIII sec. Essi non rivestono solo un semplice ruolo ornamentale, ma sono anche testimoni di un mondo culturale e filosofico che è stato spesso ignorato. Attraverso di essi possiamo individuare ideali e attitudini del tempo nei confronti della musica, così come altri aspetti più ampi della cultura artistica e letteraria.
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| ELOGIO
E POTERI DELLA MUSICA: fino da Pitagora sono stati riconosciuti
vari poteri alla musica, e così attraverso Platone, Aristotele,
per arrivare a Boezio e al Rinascimento. |
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ASPICITE UT
TRAHITUR SUAVI MODULAMINE VOCIS QUIDQUID HABENT AER SIDERA TERRA FRETUM |
Fate in modo che
con la soave armonia della voce venga messa in rilievo qualunque cosa
abbiano l’aria, le stelle, la terra e il mare |
Clavicembalo di Hieronymus
Bononiensis, Romae MDXXI |
| CONCORDIA MUSIS AMICA |
Armonia amica delle muse |
Clavicembalo di Andreas Ruckers 1640 |
| DULCI SONUM REFICIT TRISTIA
CORDA MELOS |
Il suono risolleva i cuori tristi
con la dolce melodia |
Virginali di Hans Ruckers 1598, 1610 |
| MUSICA DONUM DEI |
La musica è un dono di
Dio |
Clavicembali di J. Ruckers 1627,
1651 |
| MUSICA LAETITIAE COMES
MEDICINA DOLORUM |
Musica compagna della gioia,
medicina dei dolori |
Clavicembali di Andreas Ruckers 1624,
1640; Dipinto di Jan Vermeer La lezione di musica, ca. 1662 |
| MUSICA MAGNORUM EST SOLAMEN
DULCE LABORUM |
La musica è un dolce sollievo
per le grandi sofferenze |
Clavicembali e virginali di H., A. e
J. Ruckers; Dipinto di Pieter de Hooch, The Duet, 1670 |
| MOTTI
EDIFICANTI: nell’ideale oraziano di deliziare e
istruire, si ravvisa la necessità di praticare. |
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ACTA VIRUM
PROBANT |
Le azioni dimostrano
l’uomo |
Clavicembali di J. e
A. Ruckers; Dipinti di: Jan Molenaer The Concert Jan I Bruegel The Allegory of Hearing ca. 1610 Jan Steen A young Woman Playing a Harpsichord |
| ACTI LABORES JUCUNDI |
Le fatiche di un atto piacevole |
Spinetta di Thomas Hitchcock; Cicerone in De finibus 2.32.105 cita il detto popolare: “Jucundi acti labores” |
| ARS USU JUVANDA |
L’arte deve essere aiutata
con l’esercizio |
Virginale doppio di Lodewijck Grauwels,
1600 |
| VIRTUTEM POSUERE DII
SUDORE PARANDAM |
Gli Dei hanno disposto che la
virtù debba essere conquistata con il sudore |
Spinetta italiana di Anonimo del
XVII sec. |
| PARLA
LO STRUMENTO: sono motti intelligibili solo se immaginiamo
che sia lo strumento a parlare, spesso in forma di indovinello o paradosso. |
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ARBOR ERAM
VILIS QUONDAM SED VIVA TACEBAM. NUNC BENE SI TANGOR MORTUA DULCE SONO |
Un tempo ero un umile
albero, ma pur vivo tacevo; ora se sono toccato bene, pur morto suono dolcemente |
Virginale di Paul Steinicht,
1657 |
| DUM VIXI TACUI MORTUA
DOLCE CANO |
In vita ho taciuto, da morto
canto dolcemente |
Spinetta di Petrus Michael Orlandus,
1710 |
| INDOCTA MANUS NOLI ME
TANGERE |
Non toccarmi con mano inesperta |
Virginale di Anonimo della seconda
metà del XVII sec. |
| SOLLICITAE JUCUNDA OBLIVIO
VITAE |
Il piacevole oblio di una vita
affannosa |
Spinetta di William Pether, ca. 1765 |
| INTACTUM SILEO PERCUTE DULCE CANO |
Non toccato sto in silenzio;
percuotimi, canto dolcemente |
Spinetta di John Crang?, 1741 |
| TANGE ME IN PACE AUDI VIDE TACE |
Toccami nella pace Ascolta, guarda, taci |
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UBI AUSCULTATUR MUSICA NON
EFFUNDAS SERMONEM |
Dove si ascolta musica non si parli |
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| CITAZIONI
DA AUTORI CLASSICI: contengono riferimenti a miti, cosmologia,
ordine e armonia dell’universo. Molto diffusi nell’ambiente
culturale dell’epoca ancora sotto l’influenza di umanesimo
e rinascimento. |
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AB JOVE PRINCIPIUM |
Tutto inizia da Giove |
Virgilio Egloghe
3.60 |
| CONCORDIA RES PARVAE
CRESCUNT DISCORDIA MAXIMAE DILABUNTUR |
Con la concordia le cose piccole
crescono; con la discordia anche le più grandi si disperdono |
Sallustius Crispus Bellum Jugurthinum
10.10 |
| MUSICA COMPONIT MOLLITQUE
IRARUM ARDORES |
La musica calma e addolcisce
gli ardori dell’ira |
Athenaeus Deipnosophistarum
14.623e |
| O DECUS PHOEBI |
Oh onore di Apollo! |
Orazio Odi 1.32.13-15 |
| VITA BREVIS ARS LONGA |
La vita è così
breve, l’arte così lunga da apprendere |
Ippocrate Aforismi 1.1 |
| DA PRECOR PRAEMIA INGENIO
DIGNA MEO |
Dammi ti prego premi degni al
mio ingegno |
Publio Ovidio Nasone Tristia
III, 11, 50 |
DULCIA NON MERUIT QUI NON
GUSTAVIT AMARA |
Non merita cose dolci chi non ha provato le cose amare | Publio Ovidio Nasone Ars Amatoria
III, 511 |
| NUOVI:
la creatività non manca ai costruttori moderni. |
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INTELLECTUM
FIDES QUAERIT |
La fede cerca la ragione La corda richiede intelligenza |
P. Zerbinatti
(gioco di parole: fides, is: corda di strumento musicale, e fides, ei:
fede, fiducia, fedeltà) |
| QUI MUSICAM AMAT FIDEM
SERVAT |
Chi ama la musica mantiene la parola Chi ama la musica ha cura della corda |
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Anche
sul frontespizio degli ESSERCIZI PER GRAVICEMBALO di Don Domenico Scarlatti
ritroviamo un motto riferito al clavicembalo: |
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Curarum levamen Sollievo degli affanni |
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