Vania è nata a San Donà di Piave (VE), e vive a Verona. Diplomata in Pianoforte (con il M° Ezio Mabilia), Clavicembalo (M. V. Guidi), Musica Corale e Direzione di Coro (G.A. Vanzin), ha successivamente ripreso il percorso accademico conseguendo il Diploma Accademico di secondo livello in Clavicembalo (P. Marisaldi), con una tesi (relatore Prof. M. Di Pasquale) sul Secondo libro di Mottetti di Bartolomeo Barbarino da Fabriano. Ha seguito corsi di perfezionamento e specializzazione sulla prassi del basso continuo con W. Kolneder all’Accademia Musicale Chigiana di Siena, e J. B. Christensen a Milano; sul repertorio clavicembalistico con E. Smith e Gordon Murray a Venezia; sull’accordatura e manutenzione dei clavicembali storici con Florindo Gazzola per l’Associazione Clavicembalistica Italiana alla Fondazione Cini di Venezia. Aggregata a pieni voti all’Accademia Filarmonica di Bologna nella classe di clavicembalo, si dedica alla ricerca della letteratura clavicembalistica meno conosciuta e frequentata sia solistica che d’insieme, con speciale riguardo alle forme derivate dai bassi ostinati (in particolare alla Follia ). Ha al suo attivo una lunga
esperienza concertistica in Italia ed all’estero, come solista e come continuista;
ha suonato per l’Associazione
Clavicembalistica Bolognese
, l’Università degli
studi di Verona, l’Associazione Amici della Musica di Milano, Per Socia della Società Italiana di Musicologia (SidM), ha partecipato al Quindicesimo Convegno Annuale a Bergamo (ottobre 2008), con la relazione «La buona maniera di cantare… come regolatamente si deue». Indagine sulla prassi del diminuir tra Cinque e Seicento. Come relatrice a convegni e seminari ha sviluppato i seguenti temi: Balli d’Arpicordo: le danze italiane per tastiera nei secc. XVI e XVII; Musica per canto e danza nella Spagna del XVI e XVII sec.; Variazioni su un basso: intorno agli “ostinati” dal Passamezzo alla Follia; Il cembalo nel Settecento: i cembalisti veneti; I testi per voce e flauto di J. A. Hasse; Regole del Basso Continuo: dai trattati alla pratica. In ambito didattico si interessa
allo studio della teoria e dei metodi d’insegnamento della musica del passato.
Ha svolto programmi di docenza all’estero nell’ambito del Programma di mobilità docenti LLP/ERASMUS presso Vincitrice del Concorso ministeriale, dal 1999 è titolare della cattedra di Teoria e Solfeggio presso il Conservatorio “E. F. Dall’Abaco” di Verona , dove, a partire dall’anno 2003/04, ha ricevuto incarichi per gli insegnamenti di Teoria della musica Rinascimentale e barocca, e Semiografia della Musica (secc. XVI-XVIII) nel Diploma Accademico di primo e secondo livello di Strumenti Antichi, e di Formazione uditiva superiore nel Biennio sperimentale di secondo livello.
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